A volte il mare non divide, ma restituisce. Restituisce storie, vite, legni segnati dal dolore che diventano strumenti capaci di generare bellezza e futuro. È da questa trasformazione profonda che nasce l’Orchestra del Mare: un progetto che fa della musica un atto di responsabilità e della circolarità il suo cuore pulsante.

Un viaggio di ritorno

Venerdì 13 febbraio 2026 alle ore 20, la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma ospiterà, all’interno di Un Solo Mare Festival prodotto dalla Fondazione Musica per Roma, il concerto “L’Orchestra del Mare: un viaggio di ritorno”.

Quei legni che un tempo solcavano il mare con uomini, donne e bambini in fuga da guerre e povertà, oggi tornano simbolicamente alle loro terre d’origine per sostenere “Il Miracolo della Vita – Tabasamu la Mama” primo progetto internazionale della Fondazione Santo Versace dedicato all’accoglienza e al sostegno di giovani madri e dei loro bambini che sopravvivono nelle strade di Nairobi.

L’Orchestra del Mare trasforma legni di barche di migranti in musica, sostenendo madri e bambini nella casa di Tabasamu la Mama di Kibera, Nairobi.

Cuore del progetto è una casa nella baraccopoli di Kibera, una delle aree urbane più densamente popolate e complesse di Nairobi. Il nome Tabasamu la Mama, che in lingua swahili significa “il sorriso della madre”, esprime il significato profondo dell’intervento: offrire protezione, dignità e prospettiva futura a donne e bambini che vivono in condizioni di estrema fragilità. La casa non è un semplice rifugio temporaneo, ma un luogo di accoglienza strutturata e accompagnamento. Le madri accolte ricevono assistenza sanitaria di base, supporto psicologico, accompagnamento educativo e sociale, oltre a un sostegno quotidiano orientato alla ricostruzione dell’autonomia personale, i bambini, parallelamente, crescono in un ambiente protetto e sicuro, nel quale possono ricevere cure adeguate, giocare, apprendere e vivere un’infanzia il più possibile serena. Il progetto prevede un percorso di permanenza della durata di circa sei mesi, seguito da ulteriori sei mesi di accompagnamento al reinserimento nella comunità, con l’obiettivo di favorire una progressiva indipendenza, anche sul piano economico e abitativo. Il progetto è realizzato in collaborazione con Koinonìa Community e Amani, due organizzazioni storicamente radicate nel territorio, che operano in Kenya da trent’anni.

Il concerto ha come obiettivo quello di sostenere e promuovere questo progetto. Così la musica diventa cura, la bellezza diventa responsabilità, il suono diventa casa.

L’Orchestra del Mare

L’Orchestra del Mare prende vita da un’intuizione profonda e dall’impegno di Arnoldo Mosca Mondadori. “Tutto parte da una domanda che Papa Francesco ci ha consegnato: ‘Perché loro e non io?’ — racconta in un’intervista a Interris.it —. È lo stesso interrogativo che mi accompagna quando incontro i giovani detenuti. Nei primi anni Duemila, durante una visita a Lampedusa, mi colpirono le barche dei migranti destinate allo smaltimento come rifiuti speciali. Sentii che quei legni dovevano avere un altro destino”. Dopo aver chiesto all’allora ministra dell’Interno Luciana Lamorgese di poterli recuperare, li fece arrivare nel carcere di Opera nel 2021: da quelle imbarcazioni, pensate inizialmente per diventare presepi, nacque invece il primo violino. “Sento come una cosa meravigliosa che l’Orchestra del Mare, nata dalle barche su cui hanno viaggiato persone che cercavano speranza e futuro partendo dall’Africa, possa attraverso la sua musica ‘tornare’ in Africa – ha dichiarato Arnoldo Mosca Mondadori -. Un’Orchestra che non ha nulla di ‘estetico’, ma che cerca di dare un segnale, come ci disse Papa Francesco per i dieci anni della nostra Fondazione Casa dello Spiriti e delle Arti, contro la cultura dello scarto – aggiunge -. E questo concerto ne è la prova: la musica di questi legni di scarto porta concretamente sostegno a mamme e bambini senza dimora”.

Il primo violino e “Il Canto del legno”

L’Orchestra del Mare nasce all’interno del Laboratorio di Liuteria e Falegnameria della Casa di Reclusione Milano–Opera, promosso dal 2012 dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti. È qui che nel 2021 è stato costruito il primo Violino del Mare, realizzato con il legno delle barche dei migranti di Lampedusa. Quel violino ispirò al maestro Nicola Piovani la composizione Canto del legno, eseguita per la prima volta nel 2022 davanti a Papa Francesco, dando origine all’idea di un’orchestra capace di trasformare scarti e dolore in voce, armonia e speranza.

Uno spettacolo in tre momenti

La serata del 13 febbraio vedrà unite l’Orchestra Pessoa e la Piccola Orchestra dei Popoli in un’unica Orchestra del Mare, in uno spettacolo articolato in tre momenti. Alessio Boni, accompagnato dalla Piccola Orchestra dei Popoli, leggerà Orazione, monologo tratto da Memoria del legno di Paolo Rumiz, per la regia di Ciro Menale. Seguirà la partecipazione straordinaria di Nicola Piovani per il progetto Il Miracolo della Vita – Tabasamu la Mama. Chiuderà la serata l’Orchestra Pessoa con musiche di Ennio Morricone, Astor Piazzolla, John Williams e Tommaso Quaranta.

Nulla è lineare, tutto è circolare

Nulla è lineare, tutto è circolare. Il legno delle barche diventa strumento, lo strumento diventa musica, la musica diventa sostegno concreto. “Un viaggio di ritorno” dà forma a questo movimento continuo: le storie di chi è partito incontrano quelle di chi oggi cerca di restare, e il mare, spesso confine e ferita, si trasforma in ponte verso “Il Miracolo della Vita – Tabasamu la Mama”. È il ritorno più profondo che si possa immaginare: non solo geografico, ma umano. Dal dolore alla speranza. Dallo scarto alla rinascita. Dalle barche alla vita.

Info

Per informazioni sull’evento e per poter acquisare i biglietti è possibile cliccare a qui

Voci di Speranza

Voci di Speranza” è la rubrica della Fondazione Santo Versace realizzata in collaborazione con il quotidiano digitale In Terris, nata per raccontare storie di riscatto e progetti che accendono fiducia, dimostrando che un aiuto concreto può trasformare anche le situazioni più difficili.

In Terris è un quotidiano digitale che promuove l’occupabilità delle persone diversamente abili. Come Fondazione, sosteniamo regolarmente il lavoro di quattro giornalisti con importanti vulnerabilità all’interno della redazione e abbiamo contribuito alla ristrutturazione del sito per renderlo pienamente accessibile a tutti.