Un concerto straordinario

Il 12 febbraio la Fondazione Santo Versace è stata partner di un evento emozionante, a scopo benefico, organizzato dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti presieduta da Arnoldo Mosca Mondadori, in una cornice meravigliosa, quella del Teatro alla Scala, tutto esaurito per l’occasione.

«L’Orchestra del Mare – ha spiegato il Presidente della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, Arnoldo Mosca Mondadori – cerca di trasformare ciò che viene ritenuto, come dice Papa Francesco, “scarto”, in armonia e speranza: barche destinate a essere rottamate, persone migranti che scappano dalla fame e dalla guerra, e infine persone detenute che trasformano questo legno in strumenti musicali. Sono grato alla Scala per aver dato voce a tutto questo».

Un concerto unico durante il quale i violoncellisti Mario Brunello e Giovanni Sollima, il violinista Sergej Krylov e i musicisti dell’Accademia dell’Annunciata diretta da Riccardo Doni hanno incantato il pubblico suonando gli strumenti ad arco realizzati dalle persone detenute nel carcere milanese di Opera, utilizzando il legno delle barche dei migranti. Il programma musicale ha spaziato dal Concerto Brandeburghese n.3 di Bach al “Violoncello Vibrez”, brano per due violoncelli composto da Giovanni Sollima.

Il primo concerto dell’Orchestra del Mare supporta “Metamorfosi”, progetto ideato dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti e sostenuto anche dalla Fondazione Santo Versace.

L’artista Mimmo Paladino ha offerto come scenografia la sua installazione de I Dormienti con un’immagine scenica che rievoca il dramma dei migranti naufragati. Lo scrittore Paolo Rumiz ha letto il commovente testo “La memoria del legno”, scritto appositamente per l’occasione. 

L’Orchestra si è esibita davanti a centinaia di cittadini milanesi, autorità, volti noti e amici della Fondazione accolti dai Fondatori Santo Versace e Francesca De Stefano Versace.

“È una grande gioia essere partner dell’evento Orchestra del Mare a sostegno del progetto Metamorfosi, che riguarda temi a noi molto cari quali la migrazione e la detenzione – hanno affermato Francesca De Stefano Versace e Santo Versace -. L’amore verso il prossimo in difficoltà e il rispetto della dignità di ogni essere umano sono valori che ci guidano e ci ispirano ogni giorno. Affidare il compito di trasformare il legno delle barche alle persone in stato di detenzione è uno straordinario messaggio di speranza e una concreta opportunità di formazione e rieducazione.”

Foto Federico Caminiti

Concerto Orchestra del Mare

Lunedì 12 febbraio 2024, alle ore 20.30, il Teatro alla Scala ospiterà l’Orchestra del Mare, progetto promosso dalla Cooperativa Sociale Casa dello Spirito e delle Arti e portatore di un grande messaggio di solidarietà: i musicisti si esibiranno con strumenti ad arco realizzati dalle persone detenute con il legno recuperato dalle barche dei migranti.

Mario Brunello e Giovanni Sollima con il violinista Gilles Apap e l’Accademia dell’Annunciata diretta da Riccardo Doni. Sul palco anche la lettura di un testo inedito dello scrittore Paolo Rumiz. La scenografia sarà di Mimmo Paladino.

In programma il Concerto Brandeburghese n. 3 di Bach, “White man sleeps” 2 danze per archi di Volans, il Concerto per violino e archi di Vivaldi, Preludio e Allegro per violino e archi di Kreisler e “Violoncello vibrez” per 2 violoncelli ad archi di Sollima.

Il concerto benefico sostiene il progetto “Metamorfosi”, realizzato da Casa dello Spirito e delle Arti in collaborazione con il Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria.

“Metamorfosi” è un progetto culturale e di conoscenza che pone lo sguardo sul tema della migrazione attraverso una vera e propria metamorfosi: quella del legno delle barche che, trasportate dal molo Favarolo di Lampedusa in alcune carceri italiane, vengono trasformate da persone detenute in strumenti musicali e oggetti di carattere sacro.

Il progetto prevede di far suonare questi strumenti musicali ad orchestre italiane e straniere, portando con essi una cultura della conoscenza, dell’accoglienza e dell’integrazione, attraverso la bellezza e le armonie.

La Fondazione Santo Versace condivide i valori che sono alla base dell’iniziativa e sostiene il progetto “Metamorfosi“. In un momento storico come quello attuale è di fondamentale importanza affermare valori così importanti e diffondere messaggi di accoglienza e integrazione.

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Visita alla Cittadella Cielo di Frosinone

Il 30 novembre Santo Versace e Francesca De Stefano Versace hanno visitato la Cittadella Cielo di Frosinone della Comunità Nuovi Orizzonti. In occasione del loro matrimonio, i Fondatori hanno scelto come doni il sostegno ai progetti supportati dalla Fondazione, tra questi la Cittadella Cielo.

Chiara Amirante, Fondatrice della Comunità Nuovi Orizzonti, don Davide Banzato e un folto gruppo di ragazzi della Comunità hanno accolto i Fondatori accompagnati da Valentina Adornato, Consigliere di Amministrazione, Erminio De Santis, Organo di Controllo e Sarah Maestri, consulente per lo sviluppo dell’area progetti.

“Siamo grati per il vostro sostegno, vi sentiamo parte della nostra famiglia” queste le parole di don Davide Banzato al loro ingresso nella Cittadella.

È stato un pomeriggio di emozioni intense, di condivisione di storie e percorsi di vita, ma anche di confronto sulle progettualità future.

“Siamo molto emozionati e felicissimi di essere finalmente qui – ha detto Francesca De Stefano Versace, Fondatrice e Vice Presidente della Fondazione Santo Versace – Abbiamo appena sentito delle testimonianze di grande forza e insegnamento. La fragilità è comune a tutti. In ognuno di noi c’è una storia, in ognuno di noi ci sono grandi dispiaceri, grandi dolori, grandi inciampi, ma anche grandi gioie.”

La Cittadella Cielo è la sede centrale della Comunità Nuovi Orizzonti, si trova a Frosinone ed offre servizi di formazione, promozione, prevenzione, sensibilizzazione e accoglienza integrati tra loro per dare risposte concrete a chi vive in condizione di disagio sociale, in particolare ai giovani più fragili.

Le attività sono concepite in modo tale che operatori esperti, volontari e persone accolte possano vivere insieme, con ruoli diversi, in un ambiente caratterizzato dalla presenza di numerose realtà di accoglienza e di utilità sociale, molteplici esperienze formative di recupero, di prevenzione e di sensibilizzazione, che non sono indipendenti ma integrate tra loro. Attualmente la Cittadella ospita 120 persone.

La Fondazione Santo Versace supporta il progetto da maggio 2022 contribuendo alla vita della Cittadella Cielo di Frosinone con la fornitura mensile di beni alimentari.

Foto: Federico Caminiti

Mostra della prima Monna Lisa 

Dal 24 novembre 2023 al 26 maggio 2024 la Mona Lisa Foundation, in collaborazione con SM.Art e WeAreBeside presenta, nella prestigiosa sede della Società Promotrice delle Belle Arti, all’interno del parco del Valentino di Torino, La Prima Monna Lisa, il dipinto della donna fiorentina Lisa del Giocondo, divenuta celebre come Monna Lisa, realizzato circa dieci anni prima dell’iconica “Monna Lisa” del Louvre.  

La “Prima Monna Lisa” viene raccontata al pubblico in una mostra multimediale e interattiva che presenta gli affascinanti misteri e le scoperte che circondano il dipinto. Filmati con ricostruzioni storiche permettono ai visitatori di esaminare le prove scientifiche e storiche a supporto dell’attribuzione del dipinto a Leonardo da Vinci, immergendosi nel mondo e nell’arte di Leonardo, di Monna Lisa e del Rinascimento italiano. Il percorso espositivo si snoda attraverso otto gallerie e culmina con la vista del dipinto, presentato in una stanza dedicata e custodito all’interno di una teca illuminata.  

Per tutto il periodo della mostra ogni primo martedì del mese l’incasso della vendita dei biglietti verrà devoluto alla Fondazione Santo Versace Ente filantropico del Terzo Settore, charity partner dell’iniziativa.  I fondi raccolti saranno destinati al progetto Cittadella dei Ragazzi – cofinanziato dalla Fondazione – ideato e realizzato dalla Cooperativa Piccolo Principe. 

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Giornata Internazionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza

In occasione della Giornata Internazionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che si celebra ogni anno il 20 novembre, abbiamo incontrato la dottoressa Francesca Prosperini, psicoterapeuta della Cooperativa Sociale Piccolo Principe di Busto Arsizio, per parlare di disagio psicosociale giovanile.

Il progetto Cittadella dei Ragazzi, ideato dalla Cooperativa sociale e cofinanziato dalla Fondazione Santo Versace, è stato presentato il 20 settembre a San Vittore Olona (MI); sarà un luogo pensato proprio per accogliere sempre più adolescenti in condizioni di disagio psicosociale e dispersione scolastica.

Dott.ssa Prosperini da quanto tempo lavora per la Cooperativa sociale Piccolo Principe e qual è il suo ruolo?

“Ho iniziato a collaborare con la Cooperativa Sociale “Piccolo Principe Onlus” ormai 13 anni fa come psicologa operatrice all’interno delle comunità residenziali educative a valenza terapeutica per adolescenti. Mi sono poi occupata anche di psicoterapia individuale e di gruppo dedicata agli adolescenti istituzionalizzati, di progetti nelle scuole superiori di prevenzione delle dipendenze patologiche giovanili e della dispersione scolastica. Dal 2018 coordino come psicoterapeuta il centro diurnoCasa sull’Albero”, un progetto che vuole rispondere ai bisogni emergenti degli adolescenti e delle loro famiglie e alle richieste di presa in carico da parte delle Istituzioni territoriali. La Cittadella dei Ragazzi nasce proprio dall’esperienza di Casa sull’Albero e ne rappresenta un’evoluzione.”

Oggi si parla molto dell’aumento del disagio psicosociale nei giovani, ci può spiegare in cosa consiste e come si manifesta?

“La pandemia, le guerre e i conflitti internazionali, il clima, un mondo virtuale ormai del tutto interconnesso a quello fisico, i flussi migratori, ma anche un mondo del lavoro che offre poche speranze, sono tutte questioni che mettono in discussione aspetti esistenziali e familiari già di per sé fragili.

Non credo che si tratti di fenomeni o psicopatologie nuove, ma sono le forme della sofferenza e le sfumature che si presentano a vedersi talora mutate e da comprendere ed affrontare con approcci diversi rispetto al passato. Occupandoci di adolescenti, assistiamo a fenomeni individuali e sociali con proprie specificità da contestualizzare alla luce dei cambiamenti della società, un aumento delle dipendenze patologiche da sostanza o senza sostanza, branchi violenti, ma anche a importanti ritiri sociali, disagi nel vivere la propria corporeità in trasformazione, difficoltà per chi è portatore di varianza e disforia di genere a sentirsi legittimati, disadattamento dei giovani immigrati di prima o seconda generazione, traumatismi dello sviluppo, famiglie multiproblematiche.  A mio parere ad oggi i giovani hanno molte possibilità, ad esempio quelle offerte dalle nuove tecnologie, dai media e dalla rete, le cui sollecitazioni se mancano di orientamento possono essere confondenti, proposte troppo presto e a rischio di portare ad un’eccessiva responsabilizzazione, delusione e forte senso di inadeguatezza.”

Gli effetti della pandemia sulla salute mentale e psicofisica degli adolescenti: si è notata una differenza nell’incidenza di questi problemi?

“Il periodo pandemico e post-pandemico sembrano aver aggravato ulteriormente alcune condizioni di disagio psichico già presenti, talora aumentandone i sintomi, e certamente hanno generato forme di sofferenza ulteriori nel tentativo di riappropriarsi della propria vita e dei propri processi. Dal mio punto di vista, questo vale sia per i giovani sia per gli adulti che a vario titolo se ne occupano. Credo sia fondamentale comprendere quanto sia importante per i giovani vedersi valorizzati, accolti, riconosciuti nelle proprie caratteristiche e nelle proprie soluzioni anche se disfunzionali. Abbiamo l’impressione che i giovani si sentano sfiduciati rispetto al proprio futuro e patiscano una società così complessa, siano convinti che da un momento all’altro le loro speranze per il presente e per il futuro possano venire meno e che della propria sensibilità non se ne si faccia nulla se non a loro discapito, adolescenti delusi piuttosto che trasgressivi. “

Quando il disagio è definito grave diventa necessario l’intervento di uno specialista per poterlo affrontare. Sono i genitori a chiedervi aiuto e a rivolgersi a voi?

“Generalmente le situazioni critiche che incontriamo ci vengono presentate dai Servizi Sociali, la Tutela Minori, la Neuropsichiatria dell’Infanzia-Adolescenza, ma abbiamo anche famiglie che ci chiedono direttamente assistenza, oppure dei ragazzi già inseriti parlano ai loro coetanei della possibilità di essere presi in carico presso il nostro centro. Promuoviamo la partecipazione dei genitori ai progetti in favore dei ragazzi perché riteniamo che siano figure imprescindibili da coinvolgere, perché i ragazzi stessi necessitano che i propri caregiver naturali, al netto dei limiti e fragilità che presentano, possano imparare a sintonizzarsi meglio con loro. L’esperienza consolidata ci ha permesso di sperimentare una nuova cultura di intervento che sostiene e rafforza i fattori protettivi di ragazzi e caregiver in una logica che non è solo di contenimento del danno, ma anche di trasformazione sostanziale della relazione che li lega e di riparazione degli errori commessi e dei fraintendimenti.

In particolare rispondiamo al disagio giovanile con una nuova unità di offerta: prevenzione, diagnosi precoce, cura e riabilitazione stanno infatti imponendo modelli sociosanitari ed assistenziali innovativi che rispondano con efficacia ed efficienza ai bisogni dei giovani in stato di fragilità.”

Quali sono i ragazzi che accogliete?

“Siamo specializzati nell’intervento e cura di ragazzi e ragazze dai 14 ai 18 anni – con la possibilità di una presa in carico sino ai 21 anni – e delle loro famiglie (biologiche, adottive o affidatarie), che si trovano in condizioni di fragilità, criticità, disagio psicologico, emotivo e sociale. Accogliamo ragazzi e ragazze affetti da disturbi e crisi in età evolutiva e in condizione di fragilità familiare e talora grave pregiudizio psico-sociale.

Ad oggi i ragazzi che accogliamo sono affetti da gravi disturbi di personalità, disturbi affettivi e d’ansia, disturbi alimentari, gravissimi ritiri sociali, che li espongono a comportamenti autolesivi e pericolosi quali l’abuso di sostanze psicoattive e azioni criminali. Accogliamo ragazzi anche alle dimissioni dalle comunità terapeutiche bisognosi di un ulteriore accompagnamento al reinserimento in famiglia o situazioni che senza un intervento tempestivo richiederebbero l’accesso a comunità residenziali o l’intervento dell’Autorità Giudiziaria.”

In che consiste il vostro approccio terapeutico?

“Utilizziamo un approccio che si basa sulla psicoanalisi evolutiva e la pedagogia maieutica. Nello specifico ilmodello psicodinamico in abbinamento all’intervento pedagogico ci permette di supportare le persone coinvolte alla comprensione del proprio modo di funzionare, anche rispetto al ruolo di figlio e di genitore, a leggerne gli aspetti caratteristici nel qui ed ora e nel proprio processo di crescita e di sviluppo di responsabilità.

La nostra offerta diurna si sostanzia come ambiente protetto ma calato nella realtà dedicato ai nuclei familiari, la giornata è strutturata infatti per garantire una cornice di vita quotidiana in cui per il giovane sia possibile svolgere attività (di tipo educativo, formativo, ricreativo, espressivo, terapeutico, sportivo) che riguardano il proprio ciclo di vita.

Il nostro trattamento mira al recupero dei processi maturativi dei ragazzi, attraverso l’individuazione dei bisogni evolutivi e dei significati sottesi ai sintomi psicopatologici, alle forme devianti, ai comportamenti disfunzionali. Poniamo particolare attenzione al bilancio evolutivo, analizzando lo sfondo traumatico, le modalità relazionali e di funzionamento attuale, identificando i nodi problematici presenti all’interno della famiglia, il gioco tra ruoli e aspettative. Lavoriamo alla riattivazione delle risorse di tutti i componenti e l’acquisizione e lo sviluppo di strategie efficaci di regolazione emotiva, di soluzione dei problemi e di presa di decisioni, al fine di promuovere un cambiamento necessario ed evolutivo attraverso la comprensione del proprio funzionamento ed il riconoscimento di sé, dell’altro nelle sue specificità, delle proprie capacità e trappole.

In pratica, dal lunedì al venerdì, le nostre giornate si scandiscono nell’accoglienza dei ragazzi da casa o al rientro da scuola, pranziamo con loro, offriamo attività, ci occupiamo dello studio e dell’accompagnamento alle varie agenzie formative sul territorio affinché i ragazzi possano avvalersene se usciti dai circuiti tradizionali di istruzione, eroghiamo psicoterapia individuale interna secondo l’orientamento più adatto al caso, così come psicoterapia di gruppo, laboratori espressivi come la danzaterapia, corsi che sviluppino competenze trasversali ed interessi (dal cinema agli sport, passando per volontariato, cucina e pittura), svolgiamo uscite sul territorio per ampliare il range di attività perseguibili in autonomia come gite in città limitrofe, mostre, eventi, cinema, colloqui e gruppi in sostegno alla genitorialità per i familiari. L’ampio parco a disposizione della Cittadella dei Ragazzi ci vedrà impegnati a progettare attività di giardinaggio e in generale all’aria aperta garantendo aree di decompressione e relax con spazi riservati a yoga e mindfullness. Potendo fruire di molte stanze ci sarà possibile diversificare maggiormente le attività e ampliarle, arricchendo la nostra offerta ed estendendola a più destinatari.”

Quanto è importante che la formazione sia parte integrante del percorso terapeutico?

“Direi fondamentale, ma tutto ciò è da intendersi in senso ampio. Grazie ai nostri ragazzi ed ai loro familiari abbiamo compreso quanto occorra rafforzare la possibilità di scolarizzazione e professionalizzazione per coloro che non riescono ad avvalersi dell’offerta tradizionale, attraverso laboratori professionalizzanti. Siamo animati infatti dalla convinzione che attraverso la nostra professionalità e i nostri servizi si possa predisporre un ambiente formativo allargato allo sviluppo di competenze cognitive ed emotive, di apprendimento e di socializzazione. I ragazzi stessi e i genitori ci insegnano a loro volta quanto conoscono e sanno fare ed è bellissimo per tutti collaborare insieme e vedersi così mutualmente arricchiti e apprezzati.”

Foto: Unsplash

Storie di Ordinario Cervello rassegna cinematografica

La Fondazione Santo Versace sarà charity partner della rassegna cinematografica “Storie di Ordinario Cervello”: quattro proiezioni serali di film per parlare di salute mentale, depressione, disagio psichico giovanile e identità sessuale, introdotti da relatori di prestigio internazionale dell’attuale panorama scientifico, che si terrà a Roma dal 19 al 22 novembre presso il Cinema Giulio Cesare.

La Fondazione ha rivolto l’attenzione, fin dall’inizio della sua attività, a una delle fasce più fragili della popolazione: i giovani e in particolare gli adolescenti. Il disagio psicosociale giovanile è sempre più diffuso e preoccupante ed uno dei primi progetti che la Fondazione ha scelto di supportare è rivolto proprio a loro: la “Cittadella dei Ragazzi”, ideato e sviluppato dalla cooperativa sociale Piccolo Principe di Busto Arsizio, ha come beneficiari minori e giovani in condizione di grave disagio psicosociale e dispersione scolastica.

L’evento, che ha avuto il patrocinio del Senato della Repubblica, è organizzato da Lundbeck Italia, azienda farmaceutica specializzata nella cura delle malattie del sistema nervoso, su iniziativa del Senatore Antonio Guidi, con la partecipazione dello studio Toffoletto De Luca Tamajo.   

La rassegna “Storie di ordinario cervello” nasce dalla collaborazione tra il mondo delle istituzioni, delle aziende, della cultura e del no-profit, in un progetto volto a riportare all’attenzione del grande pubblico la tematica della salute mentale, attraverso il racconto cinematografico e lo scambio attivo di conoscenze ed esperienze fra personalità scientifiche di rilievo.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

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Presentazione del progetto “Cittadella dei Ragazzi”

Il 20 settembre a San Vittore Olona è stato presentato il progetto Cittadella dei Ragazzi della cooperativa sociale Piccolo Principe, da oltre 20 anni impegnata a Busto Arsizio nell’accoglienza di minori e giovani in stato di disagio.

La Cittadella sarà un centro dedicato alla formazione, alla salute e al recupero dei giovani tra i 14 e i 25 anni in condizione di fragilità psico-sociale ospitato all’interno di una dimora storica immersa in un parco secolare. Il progetto è cofinanziato dalla Fondazione Santo Versace che ha aiutato la cooperativa sociale Piccolo Principe nell’individuazione di un luogo che potesse ospitare il progetto. La villa in cui sorge la Cittadella è una donazione della famiglia Lazzati alla Fondazione Minoprio, che a sua volta l’ha concessa in comodato d’uso gratuito al Piccolo Principe per i prossimi vent’anni. Cofinanzia il progetto Dolce&Gabbana ed è stata inoltre presentata una richiesta di cofinanziamento all’impresa sociale Con i Bambini, per rafforzare il contrasto della povertà educativa minorile. Intorno al progetto e nel territorio si è creato un esempio virtuoso di sinergia tra diversi enti.

Per la Fondazione Santo Versace erano presenti all’evento i Fondatori Santo Versace e Francesca De Stefano Versace, Valentina Adornato, Consigliere di Amministrazione, Alessandra Corrias, Direttore Generale. Numerose le autorità locali che hanno partecipato all’iniziativa.

“Siamo felici di poter contribuire alla nascita e allo sviluppo della Cittadella dei Ragazzi, – affermano Santo Versace e Francesca De Stefano Versace – un progetto ricco di bellezza e amore. Quando il Piccolo Principe ci è entrato nel cuore, una sera di qualche anno fa attraverso i racconti di Patrizia Corbo, siamo stati determinati a voler impegnare la nostra Fondazione nell’aiuto concreto ai giovani e minori in condizioni di estrema fragilità. Oggi più che mai è importante lavorare per rimarginare le ferite di questi ragazzi e ragazze, spesso invisibili agli occhi, seguirli nel presente e accompagnarli verso il futuro.”  

“Il progetto della Cittadella dei Ragazzi – racconta Patrizia Corbo, Fondatrice e Presidente della Cooperativa sociale Piccolo Principe – punta sull’integrazione dei servizi che a vario titolo concorrono alla cura e alla crescita sana dei ragazzi, ma anche all’inclusione del mondo della vita, ossia la famiglia, l’ambiente sociale e amicale, perché siamo tutti comunità educante. Quando la complessità del disagio è significativa, come nel caso dei nostri ragazzi, la risposta non può che essere puntuale, corale, professionale e affettiva. Straordinaria la risposta dei filantropi che hanno sposato il progetto, facendoci sentire la solidarietà e il sostegno, dando vento alle nostre vele e benzina ai nostri motori”. 

Per l’occasione, dopo un restauro, è stata inaugurata la serra della Villa intitolata a Giovanni Gastel, con una mostra dei ritratti scattati qualche anno fa ai bambini e ai ragazzi accolti nella comunità del Piccolo Principe dal noto fotografo, di recente scomparso, che è stato ambasciatore della cooperativa sociale.

Foto Andrea Marcato

I nostri Fondatori visitano l’oratorio “Carlo Acutis”

In occasione del loro matrimonio Santo Versace e Francesca De Stefano Versace hanno scelto come doni il sostegno ai progetti supportati dalla Fondazione Santo Versace, tra questi “Per non lasciarli mai soli” centro diurno comunitario dell’oratorio “Carlo Acutis” in partnership con l’associazione Pace in Terra fondata da don Aldo Buonaiuto, sacerdote impegnato nel sociale e padre spirituale della coppia.

I Fondatori sono andati a Fabriano, nelle Marche, per visitare l’oratorio “Carlo Acutis” della parrocchia San Nicolò, dove si svolgono le attività del progetto, e hanno assistito allo spettacolo di fine centro estivo preparato e messo in scena da bambini e ragazzi.

È stata una giornata speciale all’insegna della condivisione di valori importanti, di gioia e di amore verso il prossimo, come testimoniano le loro parole:

“Grazie per averci accolto nella vostra comunità, adesso ci sentiamo davvero parte di questa vostra grande famiglia – ha affermato Francesca De Stefano Versace – Ci avete inondato di amore, di messaggi di speranza, di bellezza. Ci avete insegnato la condivisione di valori, di visioni, di idee, di pensieri. Vi siamo grati.”

“Desideriamo ringraziare il nostro padre spirituale don Aldo Buonaiuto ed anche tutti coloro che in occasione del nostro matrimonio hanno scelto di essere al fianco della Fondazione supportando questo bellissimo progetto,” ha concluso Santo Versace.

La Fondazione Santo Versace sostiene il progetto attraverso l’erogazione mensile di beni alimentari per la mensa solidale e dal 10 giugno scorso anche per il centro estivo, a cui hanno partecipato 63 bambini dai 3 ai 5 anni, 263 bambini dai 6 ai 13 anni, 40 ragazzi delle scuole superiori dai 14 ai 19 anni.

L’associazione Pace in Terra svolge attività sociale, culturale, educativa e socio-sanitaria, ha avviato il progetto a sostegno del welfare territoriale per rispondere ai bisogni delle persone più fragili.

Foto Federico Caminiti

Premio Banca del Fucino

Il 4 luglio scorso nella splendida cornice del Laboratorio del Teatro dell’Opera di Roma che affaccia sul Circo Massimo ha avuto luogo l’evento per celebrare i 100 anni della Banca del Fucino, la più antica banca privata della Capitale.

All’evento hanno partecipato numerose personalità del mondo dell’economia, della finanza, della politica, dell’informazione e della cultura.

Durante la serata Francesco Maiolini, amministratore delegato della banca, insieme alla conduttrice Ingrid Muccitelli, ha premiato con una medaglia celebrativa alcune personalità della cultura, dell’imprenditoria e delle istituzioni che, negli anni, hanno dato lustro alla capitale.

Nel parterre dei premiati anche Francesca De Stefano Versace, Vice Presidente e Fondatrice della Fondazione Santo Versace, a cui è stato consegnato il riconoscimento con la seguente
motivazione: “per l’impegno sociale con la Fondazione Santo Versace, tra le fondazioni di maggiore spicco basate su Roma. Per essere in prima linea nel sostegno alle persone che vivono in condizioni di disagio e di difficoltà economica e sociale realizzando efficaci progetti di assistenza che rivolgono particolare attenzione alle categorie più bisognose di aiuto, quali i senza dimora della nostra città, i giovani in condizioni disagiate e le donne in stato di detenzione.”

“Per me la Fondazione è il figlio che non ho avuto con Santo – ha affermato Francesca De Stefano – Quando non siamo riusciti ad avere dei bambini ho deciso di non arrendermi e di trovare nell’amore verso gli altri, verso i fragili, tutti i miei figli. In effetti ne ho trovati tanti e in questa catena d’amore riesco ad essere sempre più viva e più felice. Grazie a tutti.”

La Fondazione è un ente filantropico del terzo settore che ha lo scopo di aiutare i più fragili. L’attività della Fondazione è iniziata con il supporto – attraverso l’erogazione di denaro e di beni primari – di alcuni Enti che da anni portano avanti progetti rivolti a chi si trova in condizioni di particolare fragilità.

Come nasce la “Cittadella dei Ragazzi”

Nei suoi 22 anni di attività la cooperativa sociale Piccolo Principe ha sviluppato numerosi progetti culturali, sociali, clinici e di ricerca, sempre con uno sguardo attento alle esigenze e ai bisogni dei minori che, nel tempo, si sono evoluti.

Abbiamo incontrato la dottoressa Patrizia Corbo, cofondatrice e presidente del Piccolo Principe, per parlare del progetto Cittadella dei Ragazzi.