Anche Rachele ha conosciuto il buio dello sfruttamento.
Giunta in Italia dalla Bulgaria con la promessa di un lavoro come babysitter, si è ritrovata vittima di tratta e violenza. Al suo rifiuto di prostituirsi sono seguite torture e gravi maltrattamenti, fino al suo salvataggio da parte delle Forze dell’Ordine.
Accolta in una casa della Comunità Papa Giovanni XXIII, ha iniziato un lungo percorso di cura e ricostruzione. Le ferite fisiche hanno trovato gradualmente rimarginazione; quelle interiori richiedono tempo, ascolto e accompagnamento.
Nel laboratorio di marmellate Redenta, Rachele sta riscoprendo il valore del lavoro come strumento di autonomia e riscatto.